Wednesday, July 29th, 2009
Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera di Simone SILIANI, candidato per la mozione Marino alla segreteria regionale Toscana.
Alberese, 29 luglio 2009
Agli iscritti del PD Toscano
Al segretario del PD Toscano e candidato alla
segreteria regionale per la Mozione “Bersani”
Andrea Manciulli
Al candidato alla segreteria regionale PD
per la Mozione “Franceschini”
Agostino Fragai
Vorrei rivolgere a tutti un appello in vista del nostro congresso regionale: cerchiamo di non sbagliare subito i toni di questo congresso perché sbagliando quelli, sbaglieremmo anche il suo obiettivo che dovrebbe essere quello di costruire insieme e con il diverso contributo di tutti il profilo politico-culturale del partito e aggiornare la strategia di sviluppo per la Toscana. Per questo non mi sono piaciuti i toni usati da Andrea Manciulli nella presentazione della sua candidatura: “battaglia a viso aperto”, “sfida”. Non mi è sembrato bello neppure lo schieramento aprioristico di “autorità” prima ancora di sapere cosa gli altri avevano da proporre per la Toscana e per il PD, perché sa tanto di un posizionamento teso a conservare assetti e prospettive.
Abbiamo invece la necessità di fare un congresso libero e aperto sui contenuti e dobbiamo farlo volendo bene al partito e alla Toscana prima che a se stessi.
Se il congresso non sarà una mera conta fra gli iscritti per determinare rapporti di forza bensì una comune ricerca su nuovi contenuti politici compiuta nella libertà del dibattito e nella valorizzazione dei diversi apporti culturali, dipenderà solo da noi, non da statuti o regolamenti.
Dobbiamo sentire tutti questa responsabilità, tanto più chi da tempo rappresenta e guida l’intero partito regionale. Di questo avevo parlato nelle mie telefonate ai due amici e dirigenti del PD candidati alla segreteria regionale, ma forse non sono stato convincente. Ma qui, a tutto il partito, lo ribadisco: facciamo parte tutti dello stesso partito; non siamo avversari; siamo persone con esperienze umane e politiche diverse che hanno scelto liberamente una comune militanza politica dentro il campo progressista. Ciascuno è chiamato a dare un contributo originale e concorrente a costituire un profilo strategico del PD toscano più forte.
Tutti ci riconosciamo negli esiti del congresso regionale di Prato, ma da allora sono avvenute cose non di poco conto nel mondo, in Italia e in Toscana (basterebbe far cenno alla crisi globale e alle elezioni amministrative) che rendono evidentemente necessaria ben più di una messa a punto di quel congresso, altrimenti rischieremmo di sottovalutare i segnali che dalle recenti elezioni amministrative ed europee sono arrivati e poi di essere travolti. Nessuna legittima aspirazione a conservare il proprio ruolo dirigente può valere un tale rischio.
Siamo ancora in tempo a dare una torsione costruttiva e responsabile a questo congresso, evitando di farne una sfida all’OK Corrall. Ce lo chiedono, credo, i nostri iscritti; ce lo impone al responsabilità comune verso questa regione; ce lo dovrebbe suggerire il rispetto verso noi stessi e la nostra intelligenza.
Non capisco per quale motivo, prima ancora di un confronto fra le linee programmatiche, il segretario regionale uscente e ricandidato debba tentare di banalizzare e mortificare gli altri candidati dipingendoli come replicanti degli originali nazionali, bollando le loro idee come il frutto di un taglia-incolla di mozioni nazionali. Perché invece non riconoscere una pari dignità intellettuale e politica, una autonomia di pensiero che, almeno per quanto mi riguarda, la mia storia politica ha ampiamente dimostrato? Forse, perché si ha una idea riduttiva dell’unità, che non può mai essere né pensiero né uomo unico. Forse perché si fatica a concepire le primarie come metodo democratico per selezionare gruppi dirigenti e favorire il dibattito vero nel partito, attraverso le quali costruire un progetto unitario.
Come dice Aldo Leopold, dobbiamo “pensare come una montagna”, cioè percepire laidamente la ricchezza della diversità e le loro interconnessioni per affrontare la complessità e creare una nuova e più forte unità.
Confido che riusciremo a farlo d’ora in avanti perché ne beneficeremmo tutti, a partire dal segretario regionale che sarà eletto e che dovrà governare questo partito con autorevolezza e responsabilità.
Simone Siliani



